Titolo: Debbie Dillinger Vol. 1: The Chihuahua Affair
Di: Calvaruso, Rizzo, Scalmani, Tomasi
Editore: DTE (http://dte.altervista.org), 2005
Prezzo: € 4
b/n, brossurato, 15x21, 64 pp., cover a colori

Presentato in anteprima a Lucca 2005, il volume è soprattutto il “labour of love” di Daniele Tomasi, disegnatore sardo che si destreggia in questo caso anche nelle vesti di editore, visto che è sua la DTE sotto la cui egida Debbie Dillinger esordisce su carta.
Il fumetto la raccolta delle strisce periodiche “noir” già pubblicate online su ComicUs. La veste cartacea (ottima graficamente, per altro) esalta il valore della storia, almeno per quanto mi riguarda. Se infatti trovavo abbastanza insopportabile la lettura delle strisce a video (è una questione di educazione: per me i fumetti vanno su carta), mi è risultata invece molto gradevole la lettura del volume. Merito soprattutto di una storia ben scritta, che gioca coi clichè in maniera divertita e consapevole, di dialoghi ben calibrati e di disegni di ottima qualità.
Il solido soggetto a sei mani di Calvaruso, Rizzo e Scalmani, infatti, è ben sviluppato da quest’ultimo, cui si perdonano volentieri alcune ingenuità in sede di ritmo (causate anche dalla natura del tipo di narrazione adottata, forse).
Daniele Tomasi adotta qui uno stile più cartoonistico del suo usuale segno (quello influenzato dal Maestro Neal Adams), e i risultati sono molto interessanti, soprattutto per quanto riguarda l’inchiostratura, secca e precisa, che rinuncia al tratteggio a vantaggio di un approccio che privilegia il bilancio dei bianchi e neri. Accanto alla raccolta delle strisce, troviamo un breve racconto scritto da Marco Rizzo ed illustrato in maniera più “adamsiana” da Tomasi. Completano l’opera un articolo di Farru di ComicUs, l’introduzione di “Prezzemolo” Faraci ed un dietro le quinte del processo creativo (con i fonts usati!).
Soldi ben spesi, più che per altri fumetti cosiddetti “noir” di autori di nome che invece fanno sbadigliare…

Antonio Solinas