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Alessandro Bottero

Le Fatiche del Recensore, parte IV
...ma chi me lo ha fatto fare...

 


di Alessandro Bottero

parte I --- parte II --- parte III

Ma non finiscono mai? Ma quanti fumetti sono stati portati a Lucca 2006? Ma quanti ne dovrò leggere, prima di tornare al dolce far niente? Domande, sempre domande e così poche risposte….
Schizzo 20 anni di Idee e Nuovi Autori, edizioni Centro Fumetto Andrea Pazienza, AA.VV. a cura del Centro Fumetto Andrea Pazienza. 80 pagine colori, brossurato. 10,00 euro.
Il 2006 segna il ventennale dell’esperienza editoriale di Schizzo, progetto simbolo del Centro Fumetto Andrea Pazienza. Per questo motivo in occasione di Lucca Comics & Games 2006 è stata allestita una mostra storico-critica su questo progetto editoriale, che nelle varie fasi della sua storia ha dato vita a varie esperienze, partendo dalla testata madre Schizzo, per arrivare alle varie diramazioni a fumetti di Schizzo Presenta, PicColibrì, Collezione 100% Schizzo.
Il catalogo si presenta bene, sia come veste grafica che come contenuti, offendo una ricostruzione del percorso di questi vent’anni.
E’ privilegiato l’apparato iconografico rispetto a ai testi, e questo (volendo fare un appunto, sennò poi si abituano male) un po’ lo rende carente nella contestualizzazione di Schizzo rispetto alla storia sociale di questi anni, e alla storia particolare del mondo del fumetto italiano dal 1986 ad oggi. Sarebbe stato molto interessante ad esempio un intervento che desse le coordinate sulla situazione della critica fumettistica PRIMA del 1986, o che approfondisse i motivi della nascita del Centro e di Schizzo proprio in quell’anno. In sintesi, un prodotto buono, molto ben fatto relativamente alla parte delle immagini (ottima la scelta di presentare il più possibile le copertine dei vari numeri), buona la sezione degli omaggi a Schizzo, chiesti a tutta una serie di autori che in un modo o nell’altro hanno incrociato la strada di Schizzo nel loro percorso artistico, ma appena sufficiente per l’apparato testale. Ottima anche la scelta di pubblicare gli indici completi degli autori dei fumetti e degli articoli apparsi nelle varie collane del progetto Schizzo, e degli argomenti. Consigliato a tutti quelli che vogliono conoscere un pezzo di storia del fumetto italiano.
Schizzo - 20 Anni di Idee e Nuovi Autori - Centro Fumetto Andrea Pazienza
Harry Moon l’Uomo dei due Mondi, 001 Edizioni , Federico Memola & Giacomo Peroni. 48 pagine colore, brossurato. 7,90 euro. Copertina Giacomo Peroni
La 001 Edizioni ha portato un sacco di cose a Lucca 2006, e tra le tante ecco Harry Moon, albo-prologo che nelle intenzioni e nelle speranza degli autori dovrebbe dare il via a una serie regolare con periodicità modellata su quella degli albi francesi ossia uno due volumi massimo all’anno. Questo si attuerà se le vendite di questo primo albo saranno soddisfacenti e se il progetto troverà accoglienza anche in altri mercati.
Harry Moon - 001 Edizioni
Veniamo al prodotto. La confezione è buona. La copertina cattura l’attenzione, e rende il tono fantascientifico-spionistico che caratterizza la serie. I disegni di Pueroni, nome noto a chi segue Jonathan Steele forse sono un po’ troppo inoffensivi, anche se riesce a rendere molto bene l’atmosfera di Istanbul, teatro della vicenda. Non dico troppo della storia, per non spoilerare nulla. Accenno solo al fatto che la trama ideata da Memola riprende l’atmosfera della guerra fredda, con due blocchi contrapposti. Da un lato l’umanità e dall’altra gli Xvart, alieni arrivati nel sistema solare per conquistarci. La storia si svolge DOPO una prima guerra Terra-Xvart, e vede i due blocchi sorvegliarsi a vicenda come facevano USA e URSS. Potrei dire che le bioastronavi degli Xvart mi ricordano quelle usate da Watanabe in Outlanders, o che il colpo di scena finale è un po’ troppo telefonato, ma mi fermo qui. L’appunto maggiore che voglio fare è sulla struttura dell’albo. Le pagine iniziali secondo me sono sprecate. Che senso ha usare 5 pagine per mettere solo un breve paragrafo di testo-ambientazione a pagina, e limitare il fumetto a 24 pagine su 48? Si poteva tranquillamente espandere la storia fino a 32 pagine minimo, mantenere gli articoli di approfondimento in appendice, e dare un prodotto più completo. In sintesi: la storia è gradevole, ben orchestrata da Memola, e il prodotto merita. Temo però che si disperda nel mare di proposte valide attualmente disponibili, e quindi non trovi la considerazione e il sostegno che meriterebbe.
Bookcrossing, edizioni Tunué, Luana Vergari & Mauro Cao. 128 pagine bianco e nero, brossurato. 9,50 euro. Copertina Mauro Cao.
Terzo volume per la collana Prospero’s Book e secondo di autori italiani. A differenza del primo, opera di Davide Zamberlan, qui la storia è unica. Laura Vergari mette in piedi un racconto abbastanza articolato, che coinvolge bambini coraggiosi, astrofisica di belle speranze, anziani ebrei vittime delle violenze di oggi e misteriose donne che sembrano possedere il potere di sconvolgere le vite degli altri usando solo le parole. Il tutto rimescola in una storia che però lascia molti (troppi?) interrogativi senza risposta. Intendiamoci la storia regge per tutte e 128 le pagine, ma alla fine sono rimasto con un senso di “beh? e allora?”. Molti fili narrativi lasciati in sospeso (o forse sono io che non ho colto le varie risoluzioni), e interrogativi senza risposta.
Cos’è il libro attorno a cui ruota tutta la faccenda. Cosa sussurra alle persone l’anziana professoressa per far sì che tutto vada come vuole lei? Il tratto di Cao è, come molti esponenti della nuova generazione di disegnatori, un mix tra manga e Disney simil Witch. Inizio a pensare che nelle varie scuole di fumetti si sia imposto un modello unico di stile, nel senso di “le case editrici vogliono questo, quindi dovete imparare a disegnare così”. Vedo pochissimi ragazzi o ragazze adottare un tratto realistico, mentre quasi tutti scelgono uno stile post-Witch. Mauro Cao non fa eccezione. Non che la cosa sia negativa, intendiamoci. La tecnica c’è e si vede. Ma mi piacerebbe vedere un ritorno al tratto classico, ogni tanto. Molto interessanti gli studi dei personaggi e i layout di alcune tavole, posti all’inizio del volume, che danno un’idea del lavoro preparatorio di un volume come questo. Il prezzo, pur se alto, è accettabile, per un volume di autori italiani (ossia prodotto apposta per l’occasione) e pubblicato da una casa editrice medio piccola solo nelle fumetterie. Consigliato. Ordinatelo o dategli un’occhiata se lo vedete in fumetteria. Ah, si poteva usare una carta anche meno pregiata e spessa. Per essere un volume di 128 pagine sembra averne quasi il doppio. Ma probabilmente è un effetto voluto.
Bookcrossing - Edizioni Tunuè

Monipodio 4 - Il Viaggio - Associazione Culturale CUT-UP

Monipodio 4: il Viaggio, Associazione Culturale CUT-UP & Officine Monipodio, AA.VV. 80 pagine bianco e nero, brossurato. 5,00 euro. Copertina Matteo Cuccato
Monipodio numero speciale: L’Urlo 2, Associazione Culturale CUT-UP & Officine Monipodio, AA.VV. 30 pagine bianco e nero, spillato. 5,00 euro. Copertina Armin Barducci
In Italia esiste una realtà grafico-editoriale seconda a nessuno. Si tratta del progetto Monipodio, che vive e cresce a Bolzano. Lontano dalle beghe da piccoli bottegai che agitano il mondo del fumetto italiano questi ragazzi hanno dato vita a un qualcosa davanti a cui levare tanto di cappello per rigore concettuale, coerenza stilistica e spessore culturale. Però, come spesso avviene in questi casi, nessuno li conosce, nessuno se li fila. Monipodio è una realtà che si mangia a colazione il 90% di tutta l’editoria a fumetti italiana, anche nomi blasonati, ma siccome sono un po’ di nicchia, sono un po’ off beat, sono troppo “intellettuali” sfuggono.
Sono invisibili. Male. Questo rivela ancora una volta come la critica “seria” in realtà passi il tempo a rimirarsi l’ombelico, incapace di guardare al di là dei recinti in cui si rinchiusa e dove si bea di essere regina sovrana. Detto questo veniamo a noi.
Il Viaggio è il quarto numero di Monipodio e come ci spiegano gli autori nella postfazione è una storia più unica che mai nel panorama fumettistico. In pratica potremmo definirla la concretizzazione su carta di un gioco di ruolo (ma nel senso più alto del termine) della redazione di Monipodio, che ha vissuto l’esperienza del viaggio nella mente, prima di stenderla su carta. Un’esperienza collettiva di immaginazione, dove il racconto si costruisce assieme e dove l’arrivo non è noto al momento della partenza.
Monipodio n. speciale: L'Urlo - Associazione Culturale CUT-UP
Il viaggio come valore in sé, sicuri che qualcosa ad attenderci alla fine ci sarà sempre. Davvero belle e stimolanti le sequenze più surreali, con l’attraversamento di un treno che si rivela immenso come una città ostile, e deliziosi i passeri senzienti che affiancano la storia, inserendosi poi per un colpo di scena verso il finale. Caldamente consigliato. Il progetto Monipodio è arrivato a Lucca con un secondo prodotto, lo speciale L’Urlo 2, 30 pagine pensato e realizzato in collegamento con un festival di cortometraggi tenutosi a Bolzano dal 10 al 18 novembre 2006.- Il festival si chiamava No Words e presentava cortometraggi muti. Anche L’Urlo 2 è senza parole, proprio per stabilire un legame tra questi due media. L’Urlo 2 presenta una serie di storie brevi in due tavole, opera di disegnatori provenienti da paesi europei (Italia, Romania, Svezia, Austria, Svizzera, Germania, Polonia) e quindi è interessante anche perché offre la possibilità di conoscere artisti fuori dai circuiti consueti. Cercatelo od ordinatelo.
Debbie Dillinger volume II: Doppelganger Detective, Daniele Tomasi Editore, Calvaruso, Rizzo, Scalmani, Tomasi. 64 pagine bianco e nero, brossurato. 4,00 euro. Copertina Daniele Tomasi
Secondo albo per Debbie Dillinger e chi ha perso il primo DEVE recuperarlo. Non ci sono santi. Debbie Dillinger è un prodotto che merita maggiore fortuna. Ben scritto, ben disegnato, e soprattutto frutto della passione e della tenacia di Daniele Tomasi, che con questi albi a cadenza annuale secondo me da una lezione sul modo di autoprodursi che dovrebbe essere studiata da tutti gli aspiranti autori/editori. Tomasi, autore dei disegni, ha deciso che era inutile stare a lamentarsi del fatto che nessuno da spazio ai giovani. Lo spazio se lo è creato lui. Faticoso? Ragazzi, nessuno ha mai detto che fare fumetti sia come un lavoro al ministero. Ve l’ha ordinato il dottore di disegnare fumetti? Di scriverli? No. Se lo fate è perché VOLETE farlo.
E allora se nessuno vi da lo spazio o la considerazione che pensate di meritare rimboccatevi le maniche e producetevi. Debbie DIllinger è un esempio concreto che dimostra che si può fare. La storia, a differenza del primo numero, ha più momenti comico-surreali ma scorre lo stesso sul filo della tensione e regge bene fino alla fine. I disegni sono di serie A, sempre funzionali e precisi (un po’ mi ha ricordato l’Eisner di Spirit), e in appendice (oltre a un articolo di Carlo Del Grande sul fumetto noir) un racconto inedito di Alessandro Scalmani sempre dedicato a Debbie. No ho appunti da fare se non (forse) l’elemento un po’ gratuito della possibile confusione sessuale di Debbie. Ma siccome in tutto ciò si inserisce una citazione di A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, perdono il giovane Calvaruso. Consigliato. Anzi di più: Obbligatorio.
Debbie Dillinger n. 2 - Daniele Tomasi Editore
Speed Loop episodio zero, Walt Disney Italia, Fausto Vitaliano & Claudio Sciarrone. 94 pagine colori, cartonato. 6,90 euro. Copertina Claudio Sciarrone
Devo dire che ero un po’ sospettoso di questa nuova proposta Disney. Troppe volte in passato avevo visto lanciare progetti presentati come l’evento dell’anno, e poi in realtà si erano rivelati poca cosa. Speed Loop invece è bello. Soprattutto è qualcosa di nuovo. La storia coinvolge una scuola esclusiva, ragazzi del jet set, videogiochi, la psicosi del controllo, e misteri di persone scomparse. I disegni di Sciarrone, pur se con un tratto molto pesante, non stancano.
Speed Loop ep. 0 - Disney Italia
Gradevoli i siparietti tra la protagonista PJ e la sua “rivale”, mentre un po’ stereotipato il ruolo del “cattivo”, ossia un bullo ricco e prepotente. In teoria un fumetto del genere si rivolge a chi inizia a frequentare il primo anno delle superiori, e in effetti sotto sotto si intravede la struttura alla Harry Potter. Il protagonista, due co-protagonisti (ragazzo e ragazza), un antagonista bullo e prepotente, una scuola misteriosa (con la tecnologia dei videogiochi al posto della magia), e i tre che risolvono un caso mentre tutti sono via.
Ma pur con tutto questo la storia non è male. Mi lascia perplesso solo l’introduzione, dove usando l’espediente di far parlare il protagonista, si illustra la teoria dell’apprendimento proposta da Dianetics, ossia qualsiasi problema apparentemente insolubile può essere suddiviso in problemi più piccoli. Se collego questo al fatto che negli anni ’80 su Topolino apparivano stabilmente due pagine dedicate a Dianetics mi chiedo: che legami ci sono tuttora tra i seguaci di L.Ron Hubbard e la Walt Disney? C’entra poco con Speed Loop? Forse o forse no, chissà. Comunque tornando al fumetto, bisogna dire che questo numero zero per la Walt Disney è un test. Se i risultati delle edicole (dove è già stato distribuito) saranno soddisfacenti partirà una serie regolare. Va detto che Fausto Vitaliano inserisce molti temi che non si risolvono nel numero singolo, e potrebbero benissimo costituire l’ossatura almeno per un anno di pubblicazione. Speriamo bene.


Alessandro Bottero [a.bottero_at_botteroedizioni.it] - Dicembre 2006